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DirectionEnergia

Minieolico PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Pubblichiamo gratuitamente, con l’intento di divulgare e sviluppare ulteriormente quanto raccolto nel gruppo di discussione sul mini-micro eolico avviato due mesi fa: notizie e risposte che vogliono, su un piano di correttezza e neutralità, approfondire sia i vantaggi e l’economicità di dette soluzioni sia i dubbi e perplessità sugli aspetti specifici di queste tecnologie (ovvero estetica, rumorosità, manutenebilità o maintenance free), sia soprattutto, fare chiarezza sulla reale producibilità di un determinato impianto in specifiche zone (in cui velocità del vento e numero di ore di funzionamento medio giornaliero possono trovare un riscontro reale, non la migliore ipotesi “promessa” dal Costruttore- installatore).

1. Premesse introduttive:


Le applicazioni nel mini-micro eolico costituiscono un settore tecnologicamente distinto da quello delle macchine di media e grande taglia e non necessariamente a queste correlato. Il mini-micro eolico è rivolto a specifici mercati di nicchia, in applicazioni che richiedono soluzioni semplificate e concepite ad hoc.

I luoghi in Italia in cui sono installabili impianti mini-micro eolico sono svariati, ed in numero maggiore rispetto ai siti adatti per applicazioni di taglia medio grande. In quali aree?
Dove si è già sviluppato il grande eolico: nel meridione, Sardegna compresa, Campania.
Emerge un mercato minieolico anche in aree non tipicamente ventose come sull'Appennino (Emilia Romagna), sulle Alpi (Val d'Aosta e Trentino), dove il vento è localizzato in alcune specifiche aree e dove anche una macchina da 200 kW può dare le giuste rese. Buone opportunità per le Isole minori, con attenzione agli aspetti paesaggistici.


2. Modelli e caratteristiche generali degli aerogeneratori

Vi sono due grandi tipologie di generatori eolici: ad asse orizzontale e ad asse verticale.
Quelli classici sono ad asse orizzontale, con le pale (monopala, bipala, tripala, multipala ) che girano e la coda che serve a posizionarle perpendicolarmente alla direzione del vento.
All’aumentare del numero di pale diminuisce la velocità di rotazione, aumenta il rendimento e cresce il prezzo.
Nell’altro tipo, invece, il rotore gira attorno ad un asse verticale grazie ad un profilo elicoidale o tramite la presenza di braccia che captano il vento da qualsiasi direzione esso arrivi. Non hanno quindi bisogno di orientarsi e sfruttano anche le turbolenze (quest’ultimi utilizzabili in aree urbane e su edifici).

La stragrande maggioranza dei minigeneratori (da 20 fino ai 200 kW) è ad asse orizzontale con il rotore sopravento rispetto alla torre (il vento incontra prima le pale e successivamente il sostegno) ed a conicità nulla (il piano di rotazione delle pale forma una linea parallela ideale con l’orizzontale).

Gli impianti ad asse verticale (6 – 20 kW) sono ancora poco venduti e risultano difficili da reperire oltre a costare anche di più a parità di potenza di picco. Per cui la scelta finale cade spesso su uno ad asse orizzontale. Ma il mercato del minieolico sta mutando e ampliandosi molto velocemente: le differenze di prezzo sono destinate ad attenuarsi. Il microeolico ad asse verticale (1-5 kW) sta invece ponendo le basi per interessanti sviluppi.
Occorre sottolineare che, se le condizioni ambientali riscontrate sono di prevalente bassa velocità del vento con giornate di forti raffiche, un eolico ad asse orizzontale non produrrebbe quasi mai niente, mentre con l’asse verticale si sfrutterebbero sia i deboli venti sia le raffiche disordinate

Caratteristiche e differenze distintive, solo a livello generale, tra le tipologie ad asse orizzontale e verticale:


Parametro

Asse verticale

Asse orizzontale

Vento d’avviamento

cut-in inferiore ai  2m/s

3-4 m/s

Velocità massima sopportabile

non ci sono limiti

Con venti sopra i 20-25 m/s il generatore va bloccato

Rumore

quasi nullo per venti normali comunque basso anche a venti forti

Dipende dal modello, comunque per piccole potenze (fino 1,5 kw) il rumore è molto contenuto e assimilabile a quello del vento stesso.

Direzione del vento

Captazione istantanea del vento da ogni direzione, turbolenze comprese

Si deve allineare perpendicolarmente alla direzione. Non sfrutta le turbolenze

Peso

Superiore a quelli a pale da 2 a 10 volte (pari potenza), in base al modello.

I generatori da 1 Kwp possono pesare intorno ai 15-30 kg




Quant’è l’energia producibile indicativa in un anno con un micro aerogeneratore? La tabella successiva riporta i valori, in ragione a diverse velocità del vento, di uno specifico modello (per n° pale, per diametro pala, per criteri costruttivi).
Ricordiamo che qualsiasi stima della producibilità annua dell’impianto ha sempre come riferimento il totale delle ore medie annue di funzionamento dell’aerogeneratore.
Producibilità annua = P  x  ore funzionamento annuo [kWh/anno] = [kW installati] x [ore funz./anno]


Potenza installata/Velocità vento

4 m/s

5 m/s

7 m/s

750 watt

184 Kwh

358 Kwh

892 Kwh

1 Kw

247 Kwh

481 Kwh

1200 Kwh

3 Kw

743 Kwh

1443 Kwh

3.600 Kwh

6 Kw

1800 Kwh

3.439 Kwh

8.220 Kwh




3. Il vento: presenza, importanza e misurazione

Per valutare l’effettiva potenzialità di un impianto è indispensabile un’accurata conoscenza delle caratteristiche del vento nel sito in cui si vuole installare l’aerogeneratore.
Uno studio anemologico prevede l’individuazione dei seguenti valori:
    - distribuzione di frequenza della velocità del vento e dei suoi parametri principali:
    - curva di durata della velocità del vento.
    - distribuzione della frequenza della direzione del vento (rosa dei venti).
L’intensità del vento dipende dalle caratteristiche orografiche del terreno e dalla rugosità del suolo: in pianura o al mare il vento spira con intensità maggiore che in campagna o nelle periferie delle città, a loro volta luoghi più ventilati dei grandi centri cittadini.
L’intensità del vento è poi soprattutto funzione dell’altezza dal suolo: più ci si alza maggiore è la velocità del vento.
L’intensità del vento è fondamentale nella determinazione della potenza captabile da un aerogeneratore in quanto, a parità di diametro delle pale, la stessa cresce con il cubo della velocità.
All’aumentare della velocità del vento quindi aumenta in modo più che proporzionale la potenza teoricamente estraibile, ma aumentano in pari misura anche le sollecitazioni sulla macchina.

Come prevedere quanto vento ci sarà in un sito?
Occorre un’affidabile campagna di rilevazione anemometria. Vi sono vari metodi, elencati secondo una precisione decrescente.
Il primo è quello di avere come riferimento anemometri esistenti, con dati di lungo periodo: si elabora una previsione produttiva nel sito interpolando ed estrapolando i dati ricavati dagli strumenti (ma, per i piccoli impianti, è una procedura impensabile visti gli elevati costi da sostenere).
Il secondo metodo è la misurazione sul sito con uno o più anemometri e l’uso di programmi o procedure per estendere la zona di previsione nei dintorni degli anemometri (usato per il grande eolico).
Un terzo metodo più empirico è basato sull’osservazione della vegetazione del luogo e sulle informazioni tratte dagli abitanti del posto e sulle cartine gratuite.
Sul piano operativo, per la scelta del sito, è importante tener conto anche dei fenomeni di turbolenza che si vengono a creare nelle zone circostanti a costruzioni, alberi, ostruzioni di varia natura, che possono causare diminuzione di producibilità delle macchine. Occorre poi molta attenzione nel caso d’installazione di macchine in zone collinose, dove l’orografia del terreno influenza notevolmente la distribuzione del vento. I Costruttori, in ogni caso, definiscono precise regole rispetto alla collocabilità delle macchine (vicinanza tra le stesse, vicinanza rispetto ad edifici).
Ricordiamo che per le macchine oggi sul mercato in Italia ed all’estero la condizione di ventosità necessaria all’installazione di un sito può essere identificata con una velocità media annuale non inferiore a 4 m/s, ma preferibilmente superiore a 6 m/s.


4. Mercato: evoluzione, previsioni
    
Anche il mercato italiano del minieolico, dopo anni d’incertezza, può cominciare a giocare un proprio ruolo. Pur ancora lontani da Paesi come l’Inghilterra, che vede oltre una dozzina d’aziende produttrici e dove le microturbine domestiche (fino ad 1 kW) si possono acquistare anche in realtà commerciali specializzate, sta crescendo la presenza soprattutto del minieolico, ovvero la generazione cosiddetta “distribuita” che utilizza macchine di piccola taglia (1-20 kW) per alimentare utenze isolate o per interfacciarsi sulla rete di bassa/media tensione.
In questo segmento il mercato è già in grado di offrire una buona gamma di prodotti, tecnologicamente validi, che sicuramente saranno affiancati da nuovi generatori già in fase di realizzazione e collaudo.
Sul territorio italiano esiste un potenziale mercato sul minieolico di notevole importanza. Questo è dovuto alla presenza  di importanti zone ventose ed al riconoscimento dell’incentivo di 30 cent/€ per kW prodotto..

Alcune ricerche valutano che il mercato dell'eolico fino a 200 kW possa valere un giro d'affari di 40 - 60milioni di euro l'anno: una decina di milioni per il micro eolico (1-5 kW), circa 30 milioni alla taglia 20-60 kW e 15 milioni a quella da 60 a 200 kW. Una crescita interessante nel periodo 2011 - 2014, per poi arrivare a una crescita annuale del 5 - 10% dal 2015 in avanti.

Altri dati previsionali stimano il mercato mini- micro eolico in circa 15-20 MW l’anno così suddiviso nelle tre fasce :

 

  • 2 – 2,5 MW producibili da aerogeneratori da 1 a 5 kW (circa 600 - 700 unità per applicazioni “residenziali”)
  • 4 - 6 MW producibili da aerogeneratori attorno ai 20 kW (250 -- 300 unità per piccole realtà produttive, agricole e abitative di grandi dimensioni)
  • 6 - 8 MW producibili da aerogeneratori di taglia tra i 20 kW ed i 200 kW (100 - 120 unità)

 

5. Legislazione italiana

Numerosi gli ostacoli autorizzativi a causa soprattutto della frammentazione normativa, con regole diverse tra Regione e Regione. Ciascuna varia le normative nazionali in base alle esigenze del proprio territorio .


6. Incentivazioni

Le normative (Finanziaria 2008 e decreti attuativi del 2 gennaio 2009) prevedono che le macchine fino a 200 kW di potenza possano accedere a una tariffa omnicomprensiva di 0,30 € per ogni kWh prodotto e per 15 anni.
Ma il micro-eolico, come tutti gli altri impianti da fonte rinnovabile di piccola taglia, è soggetto ad una distinzione in base alla soglia di potenza dei 20 kW.
La legge 133/99 prevede l’assenza di imposizione fiscale per i microimpianti al di sotto dei 20 kW.
Le forme di incentivazione di un impianto micro-eolico riferiscono a due diversi regimi, cui corrispondono differenti finalità e benefici.

A. Impianti micro-eolici di potenza nominale inferiore a 20 kW

Sono impianti destinati al solo autoconsumo; non sono considerate “officine elettriche” e di conseguenza non hanno diritto alla vendita dell’energia prodotta.
Incentivo: non esiste imposizione fiscale ai sensi della L. 133/99; non è infatti necessaria la denuncia all’U.T.F. in quanto non considerate officine elettriche.
B. Impianti micro-eolico di potenza nominale superiore a 20 kW fino a 100 kW
Sono impianti in grado di autoconsumare l’energia prodotta, tutta o in parte, oppure adatti alla vendita delle eccedenze. Essendo considerati “officine elettriche”, è richiesta la denuncia all’U.T.F. con la conseguente imposizione fiscale.
Gli incentivi sono relativi al prezzo di vendita dell’energia ed ai sussidi in conto esercizio e sono uguali a quelli di cui godono anche gli impianti di taglia maggiore, e cioè:
- Priorità di dispacciamento in quanto impianti da Fonti Energetiche Rinnovabili.
- Possibilità di ottenimento e relativa vendita dei Certificati Verdi per i primi otto anni di esercizio dell’impianto, qualora la produzione di energia elettrica annua superi i 50 MWh
- Possibilità di ottenimento e relativa vendita dei Certificati RECS, del valore unitario di 1 MWh di energia prodotta


7. Autorizzazioni

Le pratiche di tipo autorizzativo da espletare per impianti oltre i 20 kW di potenza (o con un sostanziale impatto sull’ambiente) sono così riassumibili:
- concessione di uso dei suoli (rilasciata da Comune e Regione),
- concessione edilizia (Comune, Regione),
- nullaosta paesaggistico (Regione, Sopraintendenza beni culturali e ambientali, Ministero beni culturali e ambientali),
- nullaosta idrogeologico (Corpo forestale dello Stato, Corpo delle miniere),
- nullaosta sismico (Ufficio sismico regionale),
- nullaosta militare per la sicurezza al volo (Comando Regione Militare, Regione).
Ad ultimazione dell’impianto si dovrà procedere a:
+ istruzione della pratica di denuncia per apertura di officina elettrica. La licenza UTF contiene le dichiarazioni bimestrali dell’energia prodotta ai fini della corresponsione delle relative imposte.
+ ottenimento del Certificato di Collaudo dell’opera
 

8. Costo delle macchine

Le diverse componenti di costo di un generico aerogeneratore di (3-10 kW) ad asse orizzontale concorrono con le seguenti percentuali indicative:
     

 

Impianto a batterie

Impianto connesso in rete

Turbina

42- 48%

55-65%

Torre

13-16%

15-18%

Batterie

17 - 20%

-

Installazione

20- 25%

22-25%




Sempre per summenzionate potenze si può prevedere un costo medio al Kw, tutto incluso, considerando un installazione di normale difficoltà, di circa 3800 - 4.000 euro (+ Iva).
Inoltre bisogna considerare che, in genere, un impianto allacciato in rete costa un 10-15% in meno di uno di pari potenza con batterie.
Il costo di un impianto microeolico di potenza tra 1 e 5KW.
Una macchina italiana (3 kWp)
può essere fornita, nelle varie configurazioni a seconda delle esigenze di installazione con modalità “chiavi in mano”, ad un prezzo compreso tra 8.500 € e 12.500 €, che equivale al massimo ad un prezzo medio ai  4000 - 4.150 €/kWp. Valori inferiori per macchine più piccole.


9. Confronto di remuneratività tra un piccolo impianto eolico e la soluzione “concorrente” ovvero di un impianto FV di pari potenza:

Vediamone un esempio per uno specifico microgeneratore di 3 kWp (dati del Costruttore). Quali gli aspetti tecnici ed economici caratterizzanti)?:
- basso costo – attorno ai 3500 - 4200 €/kWp, per macchina installata chiavi in mano
- pay back ; 4 - 7 anni;
- efficienza nella produzione di energia – Duty cycle : 80 - 95%;
- alto contenuto sul piano dell’impatto estetico - ambientale;
- elevata sicurezza (la velocità di rotazione non supera i 120 giri al minuto);
- silenziosità;
- facile installazione;
- alternatore a presa diretta (assenza di moltiplicatore di giri);
- costi di esercizio e manutenzione trascurabili.
- lo stesso può garantire una produzione di energia elettrica fino a 5.400 kWh/anno (se il sito è caratterizzato da una ventosità media annua intorno ai 5,5 m/s), ovvero di 1800 KW/anno (per kWp installato).

Confronto tra un impianto fotovoltaico – minieolico:

Il fotovoltaico : differenze (ma con molta “variabilità”) a vantaggio di un microeolico?
- prezzo al kWp installato (circa 3500-4000 € per una scelta di medio-alta qualità, ovvero un più 20%)
- maggiori dimensioni dell’impianto (circa 7-8 mq/kWp)
- il recupero dell’investimento pay-back (9-10 anni o superiore)
- produzione annua, per 1 kWp di fotovoltaico installato, pari a 1.200 ai 1.600 kWh/anno (valore raggiungibile con l’utilizzo di un inseguitore solare; va però allora aggiunto il costo dello stesso).
- l’incidenza degli incentivi sono a vantaggio del FV: 35-36 centesimi contro i 30 centesimi dell’eolico

Altre importanti considerazione per un minieolico fino a 20kW.
Le ragioni della sua installazione sono altre rispetto alla mera redditività dell'investimento. La motivazione a realizzare impianti di piccolissima taglia (1-5 kW) è all'80% di carattere ambientale e solo per il 20% economico. Sono impianti installati per l'autoproduzione.
Nel caso di una macchina da 20 kW, con un costo indicativo di non meno di 2800 – 2900 euro per kW , in presenza di un incentivo di 0,30 euro/kWh per 15 anni,  il pay back time sarà intorno ai 6 - 7 anni con un vento di 5m/s e scenderà fino a 4 - 4,5 anni con un regime di venti superiore.
Il discorso cambia per le taglie superiori: con un impianto da 200 kW, che ha un costo (impianto installato) di 400-500 mila euro, si possono avere tassi interni di redditività anche superiori al 20-25%;
per la taglia intermedia (20 - 60 kW) la motivazione economica è importante, soprattutto per l'opportunità di svincolarsi dalla volatilità del costo dell'elettricità dei prossimi anni. Al di sopra di questa soglia entriamo nella logica di un vero e proprio piccolo investimento.


10. Affidabilità e manutenibilità

Spetta alle aziende produttrici dimostrare che questo mercato ha tutte le credenziali per attecchire dimostrando livelli prestazionali e standard sempre più efficienti.
Quanto c’è ancora da fare in termini di prove sperimentali sul campo, di test dei componenti e di ricerca e innovazione?
Quanto manca ancora in termini di controllo e di garanzia certificata di qualità delle macchine sul mercato, della loro adeguatezza ai siti a bassa ventosità, tipici di molte aree dell’Italia, per un funzionamento ottimale e con ridotti costi di manutenzione?

Dai dati di chi ha svolto le prove sperimentali si evince quanto è necessario migliorare tecnologicamente le macchine soprattutto sul piano della loro affidabilità. Molti affermano che: “i costruttori non sono organizzati per elaborare utilmente le informazioni di ritorno dei siti dove le loro turbine sono installate”.
Tutto ovviamente in ragione al tipo di macchina ed alla rispettiva taglia.
Una macchina a controllo passivo (imbardata passiva, con timone), senza elettronica a bordo, è più difficile da progettare e costruire, ma una volta messa a punto dà pochi problemi di riparazione. Invece, sulle taglie superiori con maggior presenza dell’elettronica (e quindi meno meccanica complicata), minori sono i problemi di manutenzione. Visto che l'elettronica costa meno della meccanica, visto che basta sostituire una scheda per risolvere tanti problemi, bisogna evitare di fare manutenzione in aria: è più economico, potendo, intervenire a terra. Come già detto nelle fasi introduttive, fino a macchine di 60 kW, tutti cercano di utilizzare i generatori sincroni a magneti permanenti, senza moltiplicatori di giri, evitando sia la complessità tecnica di un moltiplicatore, sia la sua rumorosità.
Occorre inoltre considerare che i componenti sono ancora poco standardizzati e la diagnostica è limitata.

Vogliamo però sottolineare, rispetto ai parametri di prezzo (complessivo, non solo d’acquisto) ed alla producibilità attesa, due aspetti molto importanti (se non determinanti) e spesso poco valutati (e non certo per solo demerito dell’acquirente-investitore):

a) le prestazioni dichiarate in termini di energia elettrica prodotta non sono spesso attendibili.
S’evidenzia spesso la mancanza di rigorosi criteri di certificazione rispetto ai dati di potenza espressi dalle macchine: spesso è approssimativa la corrispondenza tra le curve (di potenza) fornite dal Costruttore (“quelle” teoriche) e le curve sperimentali ottenute in campo. Le prestazioni reali sono collegate alle ventosità reale: dati sulla ventosità anche leggermente differenti (ad esempio, 5 mt invece che 6 metri al secondo) portano a risultati economici molto variabili, anche di quasi due volte. Parliamo di producibilità e di ritorno dell’investimento, ovvero degli aspetti centrali.

b) le turbine spesso si guastano: si blocca la produzione, si deve intervenire con la manutenzione.  

Quali livelli di costo s’incontrano (s’è scelta una turbina, nel caso delle “classiche” ad asse orizzontale, dotata di una propria scala o si deve intervenire con macchine col cestello)?  
La scelta, nel caso della turbina ad asse verticale, è ricaduta sul Costruttore con macchine ben testate e presenti da qualche anno sul mercato oppure di recente entrata? Le macchine verticali sono più “semplici” ma anche, se non ben dimensionate, a rischio di rotture a fatica (cuscinetti, struttura rotante).
Le garanzie che cosa coprono e per quanto?
I costi di manutenzione
dichiarati dalle aziende sono spesso sottostimati rispetto alla realtà.


11. Sistemi e rete elettrica:

Alimentazione di utenze isolate : o stand alone o off-grid

  1. In Italia esistono zone isolate dal punto di vista energetico poichè non risulta economicamente conveniente portare fino ad esse la rete elettrica; su molte isole il potenziale anemologico è spesso favorevole all’installazione di macchine di piccola taglia. Sono sempre applicazioni di una certa complessità che richiedono sia un’attenta valutazione della stabilità della rete sia i prevedibili interventi di gestione e razionalizzazione della domanda dei fabbisogni elettrici

  2. in esigua misura esistono anche utenze civili private o infrastrutture turistiche (agriturismi, fattorie, campeggi, rifugi, utenze domestiche isolate in montagna, al mare o su isole) non collegate alla rete. In questo caso sono utilizzabili aerogeneratori di piccola taglia in combinazione con sistemi di accumulo (batterie) e sistemi ibridi (con pannelli fotovoltaici e generatori diesel).

  3. Altre applicazioni sono legate all’alimentazione di sistemi di telecomunicazione (ripetitori, antenne di telefonia mobile installate a distanza dalla rete elettrica).

  4. Oppure sistemi di pompaggio e drenaggio, siti da bonificare, utenze di illuminazione pubblica, strade, viadotti, gallerie, fari, piattaforme, impianti semaforici,

  5. Alimentazione di utenze isolate all’interno di aree naturali protette.


Sistemi on-grid o grid-connectd
Si tratta di impianti di potenza superiore ai 20 kW, che occorre denunciare all’Ufficio Tecnico di Finanza come “officine di produzione elettriche”.
I mini impianti eolici possono essere connessi a reti di Bassa Tensione: le attuali applicazioni consentono di autoconsumare l’energia prodotta, ottenendo un risparmio sulla bolletta dell’energia elettrica pari al controvalore del consumo evitato e di cedere le eccedenze rispetto all’autoconsumo, tramite opportuni contratti di cessione al distributore locale.

Sistemi ibridi ed accoppiati
I sistemi ibridi sono l’associazione di due o più sistemi di generazione, in parte convenzionali, per garantire una base di continuità del servizio elettrico, e in parte da fonte rinnovabile.
La tipica configurazione di un sistema ibrido è la seguente:
- una o più unità di generazione a fonte rinnovabile: eolico, fotovoltaico, idroelettrico;
- una o più unità di generazione convenzionale: diesel;
- il sistema di accumulo di tipo meccanico, elettrochimico o idraulico;
- i sistemi di condizionamento della potenza: inverter, raddrizzatori, regolatori di carica;
- il sistema di regolazione e controllo.
Oggi si tende a progettare sistemi ibridi nei quali le fonti rinnovabili e l’accumulo forniscano fino all’80-90% dei fabbisogni energetici, al diesel resta solo la funzione di soccorso.
Applicazioni dei sistemi ibridi:
- Sistemi per utenze o comunità isolate: si tratta di sistemi fino ad un massimo di 100 kW di potenza.
Sistemi ibridi da retrofit: si tratta di sistemi rinnovabili istallati su reti locali in media tensione, fino alla potenza di qualche MW, finalizzati a ridurre le ore di funzionamento dei generatori diesel esistenti, risparmiando combustibile e riducendo le emissioni inquinanti.

I sistemi accoppiati o ibridi completamente rinnovabili uniscono le tecnologie fotovoltaica, eolica ed idroelettrica. Date le caratteristiche di intermittenza delle fonti utilizzate si tratta di sistemi inseribili in applicazioni grid-connected.
Questi sistemi accoppiano una fonte continua, per coprire il fabbisogno energetico di base (biomasse e/o geotermia), ad una o più fonti intermittenti, per coprire i picchi di potenza richiesta (idroelettrico, eolico, solare).
Laddove la risorsa vento sia disponibile, gli aerogeneratori di piccola taglia possono trovare notevoli possibilità applicative all’interno di sistemi accoppiati o ibridi.



12. Studio di fattibilità dell’impianto, verifica dei costi, consigli operativi


Lo Studio di fattibilità di un impianto di potenza superiore a qualche kW deve verificare un rapporto costi/ricavi adeguato alle aspettative del futuro produttore. Gli elementi di costo da considerare sono:
- Costo aerogeneratore
- Costo opere accessorie
- Costo progettazione
A tali costi s’aggiungono:
- Costi di esercizio
- Costi di manutenzione
- Costi dei canoni

I costi vanno comparati con i ricavi derivanti da:
- Vendita di energia elettrica-
- Risparmio (costo evitato) di energia elettrica-
- Vendita di certificati verdi
- Proventi da altri incentivi
Se il risultato economico derivante dal business plan si traduce in un risultato accettabile per l’investitore, si può procedere con la fase autorizzativa e di costruzione.

Scelta del progettista e/o del Costruttore e fase di implementazione
E’ opportuno avviare contatti con più produttori di aerogeneratori. Attraverso la loro esperienza, con un confronto diretto tra le possibili soluzioni relative allo specifico sito, ci si potrà orientare verso le scelte tecniche più opportune.
In base alle caratteristiche stimate del vento e della potenza di cui si necessita, con l’aiuto di opportuni grafici rilasciati dai costruttori di macchine, s’identifica la tipologia di turbina e la taglia più adatta.
Però attenzione:

  1. Come valutare la corrispondenza tra i dati (prestazioni delle macchine presenti sui depliant dei Costruttori) e la giusta scelta dell’impianto capace di avvicinarsi alle prestazione attese in kW di producibilità annua?
  2. E come valutare le informazioni prestazionali di affidabilità reale delle macchine nel tempo? 
  3. Come valutare le proposte espresse dai venditori in termini d’installazione, le promesse di supporto al post vendita e i relativi costi in termini manutentivi ed assistenza?


Gestione dell’impianto (manutenzione e management)
Le micro-macchine eoliche oggi in commercio, sono state sviluppate anche con l’obiettivo di ridurre al minimo gli interventi (ma ricordiamo quanto precedentemente sottolineato).

Note su “utilizzo” del micro-mini aerogeneratore:

L’uso stand alone è applicato per piccole potenze (fino a 1 – 3 kw) e prevede l'utilizzo di batterie o gruppi di accumulatori che vengono ricaricati quando c’è vento e possono poi alimentare utenze a corrente continua a 12 o 24 volt.
C’è anche la possibilità di inserire direttamente in rete l’energia prodotta. Tramite un inverter si può collegare l’impianto alla rete (almeno 1 Kw) e usufruire del servizio di “scambio sul posto”. Facendo montare dal fornitore elettrico un contatore bidirezionale, grazie al decreto legislativo n.387 del 29 dicembre 2003, si può cedere alla rete la produzione da fonte rinnovabile (per impianti con potenza non superiore a 20 Kw), e usufruire della normale elettricità nelle ore e nei giorni in cui l’impianto non riesce a coprire la domanda. Alla fine dell’anno si farà un conguaglio fra energia prodotta e quella acquistata, pagando solo l’eventuale differenza (net-metering).
In questo modo si ripaga la spesa per l’aerogeneratore con l’acquisto “evitato” di energia elettrica.


13. Mansioni ed attività relative agli specialisti di settore:

Mkt - Commerciale
Elaborazione delle previsioni (quantitative, prezzo indicativo) per macrocategoria e per aree geografiche
Valutazioni tecnico-economiche e di fattibilità di eventuali green field
Elaborazione proposta commerciale e di investimento
Approccio alle procedure autorizzative e difficoltà per l’ottenimento autorizzazioni (Normative in loco, Autorità, enti pubblici).
Gestione relazioni col territorio

Direzione Tecnica
Sviluppo delle linee guida, sul piano tecnico-gestionale, dello sviluppo dei progetti delle macchine eoliche afferenti ad un ipotetico sito:

  • Selezione siti potenziali
  • Analisi anemologiche e di modellizzazione dei dati del vento
  • Simulazioni fluidodinamiche e calcoli di producibilità
  • Definizione di massima del layout di impianto
  • Definizione taglia dei macchinari
  • Definizione allacci alla rete
  • Ottenimento autorizzazioni per costruzione impianti o infrastrutture di servizio
  • Elaborazione proposte d’investimento


Progettazione e Ricerca & sviluppo nella progettazione delle nuove macchine:
progettazione meccanica (aerodinamica, struttura e dinamica del rotore)
progettazione elettrica-elettronica
Le simulazioni fluidodinamiche e calcoli di producibilità
Lo studio, sviluppo e validazione di algoritmi di controllo per aerogeneratori
L’analisi dei dati sperimentali e dei dati di funzionamento delle turbine
Approcci simulativi per “avvicinare” le curve di potenza teoriche (del Costruttore) a quelle reali o auspicabili
La garanzia della funzionalità e delle prestazioni (grado di affidabilità tecnica che il costruttore italiano riesce a garantire alle proprie macchine)
Le scelte tecniche alla base dell’affidabilità delle macchine per il contenimento dei costi manutentivi.
Ambiente e rumorosità

Stesure progetti esecutivi
Linee guida, sul piano tecnico-gestionale, dello sviluppo dei progetti di impianti eolici
La classificazione dei siti e studi di lay out di parchi eolici
Valutazioni tecnico-economiche e di fattibilità di eventuali green field
L’approvvigionamento materiali, componenti per la costruzione delle macchine


Project manager e site manager (realizzazione commesse)
Conoscenze e competenze di base rispetto a:
Mappatura su zone e ventosità.
Conoscenze (sono determinanti) per le corrette scelte del tipo di macchina da adottare (macchine ad asse verticale o orizzontale).
Relazioni tra condizioni ambientali e producibilità possibile (Kwh)
Layout di impianto e le procedure per una rapida installazione di una macchina
Movimentazione. Logistica, trasporti
Gli allacci alla rete
Costruzione impianto, installazione e infrastrutture di servizio
Gestione relazioni col territorio

 

Commenti 

 
#4 DirectionEnergia 2011-07-28 13:24
Citazione minieolico:
ottimo articolo, l'energia rinnovabile è il futuro ! cosa ne pensati di : http://www.tozzinord.com/ trattano mini-eolico anche loro !

Ottima azienda!
Citazione
 
 
#3 minieolico 2011-07-28 12:51
ottimo articolo, l'energia rinnovabile è il futuro ! cosa ne pensati di : http://www.tozzinord.com/ trattano mini-eolico anche loro !
Citazione
 
 
#2 marco moscatelli 2011-07-26 21:07
Salve, sono un installatore elettrico e di fotovoltaico della provincia di Grosseto, abito su un colle abbastanza ventoso in aperta campagna a 220 metri di altitudine, oramai da due anni ho installato una stazione meteo DEVIS ed ho scaricato i seguenti dati:
dal 12 07 2010 al 12 07 2011, altezza dell’anemometro 10 metri da terra
Da 3 a 4 m/s 981 ore
Da 4 a 5 m/s 1.090 ore
Da 5 a 6 m/s 615 ore
Da 6 a 7 m/s 560 ore
Da 7 a 8 m/s 430 ore
Da 8 a 9 m/s 505 ore
Da 9 a 10 m/s 268 ore
Da 10 a 11 m/s 240 ore
Da 11 a 12 m/s 170 ore
Da 12 a 13 m/s 109 ore
Da 13 a 14 m/s 106 ore
Da 14 a 15 m/s 45 ore
Da 15 a 16 m/s 30 ore
Da 16 a 17 m/s 19 ore
Da 17 a 18 m/s 11 ore
Da 18 a 19 m/s 6 ore
Da 19 a 20 m/s 4 ore
Poi ha fatto picchi fino a 30 m/s ma non registrati logicamente nella media
Vorrei capire cosa posso fare con questo vento e se mi conviene installare una pala al massimo credo da 6 kW con altezza max consentita nel mio Comune di 18 metri al mozzo.
Sia per la posizione ben visibile che per il lavoro che svolgo sarebbe sicuramente un bel biglietto da visita ma devo capire come ho scritto prima se mi conviene investirci.
Grazie per la Vs. rapida risposta
Moscatelli Marco Impianti
Loc. Podere Cervione, 1
58044 Cinigiano
(GR)
P.I. 01173210533
Tel 3484506759
Fax 05641979022
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#1 Beatrice 2011-02-07 14:46
Spett.Le Directionenergia,
complimenti per il sito molto chiaro, volevo chiedervi la cortesia se avevate un grafico RITORNO ECONOMICO DELL'INVESTIMENTO per un impianto mini eolico da 20 kW.

Molte grazie

Beatrice Lucifero
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